ANTIQUARIATO E RESTAURO OGGETTI D'EPOCA.

 " Ogni oggetto salvato e restaurato fa rivivere conoscenze, ricordi nel tempo e della vita che non torneranno più "

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Restauro della Radio D'epoca...

In questa sezione voglio portare a conoscenza alcune tecniche del restauro della Radio d'epoca. Qui' verranno pubblicati anche gli eventuali contributi che ci invierete, corredati da foto dimostrative di restauri che documentano le fasi e i risultati ottenuti. Chiunque voglia inviare osservazioni personali, tecniche diverse o richiedere informazioni inerenti al restauro sul relativo argomento può contattarmi, sarò ben lieto di rispondere e metterle a disposizione dei visitatori di questo sito.

 

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Il Mobile in Legno..

  • Il Mobile in legno:E' la parte maggiormente esposta alla usura del tempo e da accidentali rotture estetiche ma è anche la parte restaurabile anche dopo molti anni utilizzando gli stessi metodi e procedimenti del tempo .
  • Mobile in legno naturale: Sono stati i primi mobili che anno ospitato i prototipi di radioricevitori che venivano costruiti artigianalmente da esperti falegnami del tempo. Il restauro quindi per le rotture o parti mancanti si limita alla pulizia o alla ricostruzione delle parti, al trattamento antitarlo se necessario. Se il mobile presenta delle piccole rotture o incrinature del legno è sufficiente colare su di esse della cera di colore similare e quindi con una lametta da taglierino eliminare le eventuali parti in eccesso. Alcune passate di gommalacca  e una buona lucidatura con delle cere salva legno restituiranno la vivacità dei colori del legno.
  • Mobili con impiallacciatura: In questi mobili generalmente si verifica il distacco della soletta esterna dovuta soprattutto dalla presenza di umidità dell'aria. Basterà ripulire le due parti e rincollare con mastice apposito per legno. Il procedimento di finitura è analogo a quello precedentemente trattato.

  • Mobili sfumati o colorati: Negli anni 50/60 venivano costruiti mobili in legno con colori laccati unificati, generalmente scuri e ben lucidati che davano allora un senso di modernità. Questo fa si che qualsiasi  graffio o battuta il mobile venga segnato irrimediabilmente. Consiglio di pulire e lavare bene con acqua e sapone il mobile, preparare una vernice di colore uguale alla tinta esistente e tentare la copertura dei soli graffi. Per i più esperti la pulizia può essere fatta con una soluzione di olio paglierino e petrolio lampante che permette di eliminare lo sporco esterno e contemporaneamente ravviva il colore naturale del legno. Infine lucidare con della cera legno colorata per ridare protezione e brillantezza al mobile laccato. I risultati di questo tipo di restauro non saranno molto soddisfacenti ma sicuramente conservano l'oggetto per altri anni avvenire.
  • Mobili in Arborite: Apparentemente sembra un normale mobile in legno impellicciato, ma in verità si tratta di cartone pressato e bachelizzato. Si intuisce subito dalla sua leggerezza che si tratta di mobile in arborite. La pulizia del mobile va fatta esclusivamente con acqua e alcol per togliere lo sporco depositato negli anni di vita, possono essere necessarie anche più passate fino a quando non sarà stato eliminato completamente. Come finitura aggiungerei una sottile passata di cera scura e una buona lucidatura a mano con panno di cotone.

 

  • Trattamento antitarlo e disinfestazione nei mobili:  I fori del tarlo che spesso notiamo sul mobile radio antico è segno del tempo che passa,  prima si interviene, maggiori sono le possibilità  di ottenere un efficiente risultato. 

               

  • I fori passivi, ( fig.2 )cioè quelli vuoti che non contengono più il tarlo, in quanto ha terminato il proprio ciclo produttivo, viene ripulito aspirando la polvere residua in esso contenuta e iniettando  con una siringa l'apposito liquido antitarlo nel foro. Per i fori passivi il trattamento antitarlo non è indispensabile ma tutela il mobile da eventuali nuove larve.  

 

  • I fori attivi, ( fig.1 ) sono quelli che ancora ospitano larve di uno o più tarli e che possiamo notare di colore più chiaro e spesso ostruiti da polvere di legno. In questo caso bisognerà munirsi di " santissima pazienza ", un ottimo antitarlo, una siringa e iniettare in ogni foro il liquido fino alla saturazione della galleria, in modo che il prodotto raggiunga il fondo della cavità. Bisogna però portare attenzione  alla fuoriuscita del liquido antitarlo perche' non rovini la precedente patinatura del mobile asciugando continuamente la sommità del foro. Terminiamo il trattamento spruzzando o cospargendo con un pennello il trattamento solamente all'interno del mobile. Inserire immediatamente il mobile trattato in una busta in plastica come quelle usate per la raccolta dei rifiuti urbani, chiudere bene l'estremità aperta e lasciare per circa 10/15 giorni in modo che tutte le larve non abbiano modo di uscire.
  • NEWS: Alcune qualificate Società leader nelle innovative tecniche nel trattamento di opere lignee in collaborazione con le università che operano per la  tutela dei Beni Culturali stanno mettendo a punto dei particolari Forni a Microonde per eliminare Biobatteri, causa di degrado temporale delle opere il legno.
  • Finiture del Mobile: una volta terminato l'assemblaggio dei vari componenti è consigliabile passare una leggera cera neutra su tutte le superfici che restituisce brillantezza alle parti opache e le protegge nel tempo.

 

 Allocchio-Bacchini F53(1935)    

 

 Philips 730A(1932)

 Phonola 64(1960)

Il Mobile in Bakelite

  • La Bakelite viene considerata una delle prime materie plastica sintetiche apparsa in America nei primi anni del '900. Essendo un materiale altamente isolante si poteva costruire piccole radio dalle forme e colorazioni variegati. Data la sua rigidità e durezza ogni sollecitazione o battuta accidentale causava spesso rotture distaccamenti di parti del mobile.

    Parti Mancanti:Qualora si trattasse di parti mancanti consiglio di eseguire la ricostruzione con della ceramica o tramite componenti resinosi.

  • Rigature, Abrasioni, Crepe:Utilizzare colle epossidiche per attaccare le parti separate, poi servirsi di paste abrasive e polish per cancellare le rigature e togliere la colla in eccesso.
  • Pulitura e Lucidatura: Togliere preventivamente con un pennello asciutto l'eventuale polvere nelle parti di difficile accesso e passare con un panno morbido un sottilissimo strato di cera legno o lucido neutro. Questo permetterà al mobile in bakelite di riacquistare un certa impermeabilità e brillantezza. E' sconsigliato lavare il mobile con acqua o saponi.

 

Radio Altar(1950)

Radio Marea(1950)

Radio Ultrasonic(1950)

Le Parti Estetiche

  • La Tela per altoparlanti:è l'elemento più delicato di una radio d'epoca e generalmente la parte che risente maggiormente di usura nel tempo. Prima di smontare il telo assicurarsi bene della condizione delle maglie. E' comunque quasi sempre consigliabile lasciare l'originale anche se smagliata o rotta. Comunque quando necessario si possono reperire in commercio delle tele identiche o alquanto similari.

 

  • La Scala parlante:E' la parte più importante e delicata di un apparecchio radio. Generalmente sono riportati i vari tipi di onde che può ricevere la radio, le rispettive frequenze e spesso il marchio della casa costruttrice. La scala in vetro serigrafata con il passare del tempo perde la tenuta delle vernici utilizzate per la stampa e per questo motivo si deve molta attenzione quando la si ripulisce, controllando preventivamente lo stato di tenuta delle vernici. Qualora ci si dovesse trovare alle prese con una scala rotta o molto usurata l'unica possibilità sarà quella di ricostruirla a nuovo utilizzando la tecnica serigrafica. Operazione non semplice e un pò costosa, in quanto si deve prima ricostruire la mappa della scala in forma reale e successivamente stampare su vetro. Il processo serigrafico va ripetuto più volte in funzione ai vari colori presenti sulla scala. A completamento del lavoro si fissa la serigrafia con un adeguato trasparente che funge da fissativo.

 

  • Le Manopole:Diciamo che le manopole di una radio d'epoca sia la parte più semplice da restaurare, sono generalmente in bakelite, basta passare un poco di pasta abrasiva fine che riprenderà l'antico splendore. Per le manopole mancanti ci sono due alternative: Ricostruzione della manopola con la tecnica dell'impronta, avendo a disposizione una manopola originale si crea una impronta su cui si andrà a colare una resina che ne prenderà la forma. Andare alla ricerca nei vecchi mercatini o presso alcuni restauratori della manopola mancante.

 

 Varie tele copri altoparlante d'epoca

Scale Parlanti o indicatrici.

 

 

Il circuito elettrico.

 
  • Il Circuito elettrico:Ho potuto notare che su questo tipo di intervento ci sono due tipi di pensiero. Alcuni restauratori riparato l'eventuale guasto elettrico, richiudono la macchina lasciando intatto il resto come trovato per non dover eventualmente incorrere ad imprevisti di funzionamento dovuti alle precarie condizioni di collegamenti o contatti elettrici. Personalmente penso che questo benché saggio modo di fare non completi il restauro del ricevitore. La sostituzione dei condensatori di alimentazione, la lubrificazione dei potenziometri e del selettore di onda, la pulitura delle zoccolature delle valvole vada sempre fatta, migliorando così la qualità del restauro. Alcuni pignoli restauratori testano anche la qualità delle valvole con lo speciale strumento provavalvole. Non entro nei particolari tecnici della riparazione in quanto credo che solamente coloro che dispongono della relativa conoscenza tecnica possano comprendere.

 

  • Le Valvole Elettroniche: sono quei elementi attivi a forma di rudimentale lampadina di diversa forma e dimensione, collocate generalmente in ordine sparso sulla superficie de telaio della radio. Il loro compito importante è quello di elaborare e amplificare i bassissimi segnali di radiofrequenze captati dall'antenna in modo da essere ascoltati senza l'ausilio di cuffie e da più persone nello stesso tempo, ( contrariamente alla radio galena che si poteva ascoltare solamente in cuffia). Esistono maggiormente due tipi di valvole: Valvole Europee e Valvole Americane.

  • Le Valvole Europee: sono distinte da una sigla composta da lettere seguite da numeri.            La prima lettera indica il tipo di accensione del filamento, la seconda e eventualmente la terza lettera indica il tipo di valvola e di conseguenza la sua funzione nel circuito, il numero/i rappresenta il modello o l'ordine di fabbricazione o tipo di zoccolatura. Di seguito una tabella per la decifrazione delle valvole europee.

Prima lettera

Seconda lettera

  • A = c.a. tensione acc. 4V ( colleg.. parallelo ) 
  • B = c.a. corrente acc. 180 mA ( colleg. serie )
  • C = c.a. corrente acc. 200 mA ( colleg. serie )
  • D = c.c. tenzione acc. 1,4V (alim. a pile )      
  • E = c.a. tenzione acc. 6,3 V ( colleg. parallelo)
  • F = c.a. tenzione acc. 13 V  ( colleg. parallelo)
  • K = c.a. tenzione acc. 2V                               
  • U = c.a. corrente acc. 100 mA (colleg. serie ) 
  • V = c.a. corrente acc. 50   mA
  • A = diodo rivelatore

  • B = doppio diodo rivelatore e CAV 
  • C = triodo (non finale)
  • D = triodo finale
  • F = pentodo amplificatrice AF/MF
  • H = esodo o eptodo convertitore
  • K = ottodo convertitore               
  • M = indicatore sintonia ( occhio magico )
  • Y = rettificatrice monoplacca
  • Z = rettificatrice biplacca
  • Vi sono due grandi categorie di valvole: valvole in " vetro con zoccolo in bachelite" e valvole " tutto-vetro ".
  • Le valvole " vetro-bachelite " 8 piedini chiamate " OCTAL ", a sua volta sono di due tipi : OCTAL europeo la cui disposizione dei piedini non uniforme permette il corretto inserimento nello zoccolo. OCTAL americano con disposizione dei piedini uniforme ma con chiavetta di posizionamento. 
  • Successivamente vennero ideate le valvole "Tutto-Vetro", dette anche Miniatura, di ridotte dimensioni eliminando così le problematiche dei collegamenti piedini-elettrodi delle Octal. Il posizionamento di questo tipo di valvole era garantito dall'assenza di un piedino oppure dalla chiavetta di posizionamento o da una sporgenza alla base della valvola (valvole rimlock).
  • Sostituzione dei Condensatori: Generalmente quando si procede al restauro di una radio i condensatori elettrolitici in dispersione vanno sostituiti con dei nuovi condensatori dalle caratteristiche similari. Spesso però ci si trova nella difficoltà di reperire condensatori identici, ma di dimensioni e forme ben diverse dall'originale, e allora con santa pazienza dovremmo recuperare l'involucro dell'originale per poter inserire al suo interno il nuovo condensatore di dimensioni ridotte in modo che la struttura circuitale non venga alterata dai variopinti componenti moderni. Anche per la sostituzione delle resistenze e dei condensatori ceramici va tenuto conto di quanto già descritto, ma in questo caso possiamo meglio riutilizzare anche vecchi componenti.
  • La ruggine del telaio: è un vero grattacapo per i restauratori  esperti e non. Rimuovere la ruggine su di un telaio è davvero complesso in quanto di difficile accesso, dovuto dalla presenza dei vari componenti (valvole, trasformatori, bobine e cavi elettrici ), già critici per l'età. Alcuni tentano di lavare le parti arrugginite con acqua e soda, ma penso che data la difficoltà di accesso di alcune parti e per la presenza di componenti elettrici non sia proprio la migliore soluzione. Altri trattano le parti ossidate con converti ruggine (Ferox, ecc...), ma non elimina la ruggine e lascia le parti trattate di un brutto colore scuro, necessita poi un ritocco di verniciatura non proprio bello da vedere. Posso consigliare una buona pulitura con spazzola abrasiva per togliere l'ossidazione e poi passare con della pasta abrasiva da carrozzeria per eliminare lo sporco residuo e lascia sulle parti trattate un sottile strato di cera che impedisce il riformarsi di altra ruggine. Questo tipo di restauro ci permette di lasciare intatte le caratteristiche del metallo originale ed evitare spiacevoli inconvenienti di funzionamento.

 

Circuito INCAR LV57 

         

     Radione

 

 

 

  

  

 

 

Se possedete una radio d'epoca e volete restaurarla, inviateci delle foto con una breve descrizione, saremmo lieti di fare un preventivo gratuito. Organizziamo anche il ritiro e la riconsegna a domicilio.                                  

 

Restaurando.

 In questa sezione saranno mostrati i più significativi restauri di oggetti d'epoca effettuati da tutti coloro che ci invieranno illustrazioni documentate dei propri lavori. Questo ci permette di visionare e portare a conoscenza delle varie tecniche del restauro, dei materiali usati e dei risultati ottenuti per riportare oggetti antichi al proprio aspetto originale.

Radio CGE 1331 (1939-40)

A prima vista può sembrare un normale restauro di una vecchia radio, ma se clicchiamo sulle foto per ingrandirle potremo notare che si tratta di un lavoro piuttosto laborioso. La mancanza e il distaccamento di impiallacciatura del mobile ha richiesto un certosino lavoro di preparazione, incollatura e lucidatura utilizzando gli stessi metodi e materiali dell'epoca. E' inutile affermare che la quotazione di questa radio non ripaga economicamente il tipo di restauro effettuato e che solamente la passione ha salvato un'altro oggetto, altrimenti destinato prima o poi in discarica.

Grazie Guido !!! 

Restauro di ..Guido Rubino( positronica@alice.it )

 

 

Dopo il restauro

Radio CGE 315  (1941-42)

La scala parlante aveva delle mancanze sia nel disegno che nel colore e con un lavoro certosino ho ricostruito a PC. La scala è stata riprodotta su vetro  con tecnica serigrafica, un lavoro perfetto meglio dell’originale. Anche l’altoparlante aveva bisogno di una ricromatura (divorato completamente) e ho provveduto a cercarne uno di ricambio con sospensione in carta. L'attenzione è stata rivolta a riportare l'oggetto al proprio aspetto originale, riparando tutto ciò che nel tempo sia stato danneggiato o manomesso. Si noti le condizioni della radio all’interno e all’esterno prima e dopo il restauro. Il mobile è stato reintegrato in alcune zone con dell’impiallacciatura dello stesso tipo e la finitura è stata eseguita con spirito e gommalacca. Inoltre ho acquistato un set di manopole, è quello originale CGE (non riprodotto)

Restauro di ..Guido Rubino ( positronica@alice.it )

 

   

 

  

Radio Incar LV57 (1940)

Guardando solamente la prima foto e il modo di come sia ridotto mi venne la tentazione di togliere il circuito elettrico e utilizzarlo per accendere il fuoco. Ma munito di "santa pazienza e olio di gomito" ho rimesso una nuova impiallacciatura, ricostruito l'angolo mancante, una passata di tintura, gomma lacca e cera, ho salvato una bella radio italiana.

Restauro di   F. Gambioli ( info@elettrovintage.it )

 

La Voce del Padrone 510 (1950)

 Questa bella radio dei primi anni '50, arrivata  fino ad oggi integra probabilmente mai toccata prima, vista l'abbondante polvere di legno su tutta la struttura interna, è ritornata a rivivere per altri anni ancora dopo un' accurato restauro del mobile e della parte elettrica.

Restauro di...  Renato ( diadiadia@libero.it )

 

 

Philips BI 490A (1950-51)

Questo lavoro inviatomi dall'amico Paolo Stigliano rappresenta un significativo lavoro di restauro certosino con l'attenzione di riportare l'oggetto al proprio aspetto originale. Non si nota la sostituzione dei condensatori elettrolitici in quanto sono stati inseriti all'interno dei contenitori originali, così come ai condensatori assiali è stata riavvolta una  adeguata etichetta d'epoca. Una buona pulizia dei componenti, delle zoccolature e dello chassis completerà al meglio la funzionalità. Importante anche il trattamento, pulizia e finitura del mobile che completeranno un ottimo restauro conservativo.

Restauro di... Paolo Stigliano ( p.stigliano@tin.it )

 

    

TV Phonola 27" (1957)

Vedendolo così e sentire il suo peso (circa 50Kg) lo avrei lasciato volentieri al suo destino, casa rifugio per topini e scarafaggi, nonché tarli. Dopo averlo ripulito internamente di tutto  quello che ospitava all'interno e fatta qualche riparazione elettrica sono riuscito a farlo funzionare. Una buona grattatina al mobile e accurata laccatura è ritornato a vivere.

 Fabio Gambioli ( info@elettrovintage.it )