ANTIQUARIATO E RESTAURO OGGETTI D'EPOCA.

 " Ogni oggetto salvato e restaurato fa rivivere conoscenze, ricordi nel tempo e della vita che non torneranno più "

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Aggiornamento 12/2017

Il Mobile esterno

  • Il Mobile:La linea di un frigorifero d'epoca è stata studiata secondo i principi di una sobria eleganza e di un semplice buon gusto. L'arrotondamento degli spigoli, oltre a conferirgli un aspetto piacevole elimina quei punti (spigoli vivi ) in cui la vernice andrebbe maggiormente a scrostarsi, e l'altezza relativamente modesta ( da 110cm. a 135cm )permette di utilizzare il piano superiore come superficie d'appoggio. E' la parte estetica, biglietto da visita, che valorizza questa " scatola del freddo ". Dal suo stato dipende in gran parte il proprio valore commerciale ed estetico. Non c'é dubbio che la porta bombata con maniglione di apertura a scocca sia quello più ricercato dagli amanti di oggetti d'epoca, tanto che qualche ditta che oggi costruisce frigoriferi ha tentato con discreto successo di riprenderne il desiner. Generalmente quando si trova o acquista un frigo d'epoca quasi sempre il mobile presenta colore ingiallito, oppure arrugginito o ammaccato e quindi dobbiamo mettere in conto che dovremmo rifargli il "vestito nuovo", cioè riverniciarlo a nuovo. Operazione non poco costosa sia dal punto economico che dal tempo necessario per effettuare questa operazione, quindi si consiglia di contenere il più possibile l'eventuale spesa di acquisto.
  •  La verniciatura: I frigoriferi d'epoca di un certo prestigio venivano verniciati a fuoco con vernici speciali (all'ossido di titanio ) la cui caratteristica è di resistere all'ingiallimento con il passare degli anni. La rivernicatura va eseguita "a forno" per poter ottenere una ottima tenuta della vernice e quindi tutte le parti devono essere smontate e ripulite preventivamente. Nel caso ci trovassimo alle prese con un mobile molto arrugginito è necessaria una buona " sabbiatura " preventiva per poter eliminare e pulire totalmente il metallo evitando il riformarsi della ruggine anche per lunghi periodi.  La verniciatura generalmente viene effettuata come la colorazione originale ma spesso ci vengono richieste colorazioni diverse per un migliore accostamento a diversi tipi di arredamento. La diversa colorazione non comporta comunque alcuna svalorizzazione dell'apparecchio in quanto le più importanti caratteristiche del modello  rimangono intatte.

                         

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 L'interno e accessori

 
  • La Porta, è perfettamente equilibrata sulle sue due robustissime cerniere è caratterizzata dall'assoluta assenza di risalti, cos'ì come anche la maniglia genialmente studiata in modo da risultare facilissima da impugnare senza evidenti sporgenze. La maniglia della porta, eventuali mostrine e fregi metallici, generalmente ossidati dal tempo vengono fatti cromare con procedimenti chimici da ditte specializzate, oppure se ci troviamo in presenza di leghe metalliche come Zama o Alluminio è sufficiente una buona lucidatura con paste abrasive. Il meccanismo di chiusura della porta, detto comunemente " a scatto o scocca ", da una buona efficacia di chiusura, tanto che negli anni '70 è stata bandita per motivi di sicurezza, in quanto una volta chiusa non si poteva assolutamente aprire dall'interno, spesso risulta indurita o bloccata, basterà solamente smontarla e lavarla con del solvente, poi lubrificarla. Nei frigoriferi d'epoca generalmente la maniglia veniva costruita in lega metallica Zama ( Zinco pressofuso) e che a volte ce la ritroviamo spezzata a causa di sollecitazioni esterne o dovute da ossidazione della lega nel tempo. Appurato che ricambi nuovi non se ne trovano ormai più, se siamo fortunati potremo a volte recuperare l'asta da qualche frigorifero vecchio, altrimenti non resta che la riparazione. Per poter saldare questo tipo di lega Zama, è necessario l'utilizzo di particolari leghe saldanti a bassa temperatura ( 200°/250°). Per chi si volesse cimentare su questa operazione posso consigliare la lega saldante Malloy 52 ( Malloy) molto efficace per la riparazione di leghe, anche dissimili a bassa temperatura di utilizzo.

 

  • La chiave di chiusura: Negli anni 50/60 il frigorifero era considerato un bene di lusso così come gli alimenti che in esso venivano conservati ( carne, latte,affettati, ecc...), quindi era necessario disporre del dispositivo di sicurezza, ecco perché sulla maniglia veniva inserita una chiusura a chiave. Con il passare del tempo la chiave veniva quasi sempre smarrita, rendendo così difficile la possibilità di farne una copia. Per poter rifare la chiave di chiusura basterà smontare il blocchetto di chiusura dalla maniglia, facendo molta attenzione a non far cadere i rulli di bloccaggio, procurarsi presso una ferramenta una chiave vergine facendo attenzione che le linee guida coincidano con quelle del blocchetto. A questo punto munirsi di "santa pazienza" e con l'uso di una lima triangolare apportare dei tagli a "V" in corrispondenza dei rulli in modo che gli stessi rimangano perfettamente allineati. Rimontando il blocchetto sulla maniglia la chiusura sarà sicuramente funzionante.

 

 

Maniglia frigorifero

 Meccanismo di chiusura

 Gancio di chiusura

L'interno e accessori

 
  • L'interno di un frigorifero degli anni 50/60 è molto caratteristico, funzionale e spesso   colorato con tonalità di colori chiari.
  • 1) Disposizione dei vani: nei frigoriferi anni '50 il freezer inizialmente era di dimensioni  molto ridotte, in quanto veniva usato principalmente per la produzione di cubetti di ghiaccio o mantenere gelati. Negli anni successivi con la comparsa dei cibi congelati venne poi esteso in gran parte a tutta la larghezza del frigo. Nella parte sottostante al freezer era posizionato un vassoio che ospitava una vaschetta chiamata comunemente " raccogli gocce ". Questa vaschetta ha una doppia funzione; quella di raccogliere le gocce di acqua durante lo sbrinamento o quella di ospitare cibi come carne o pesce assicurando una temperatura alquanto bassa  essendo molto vicino al congelatore. Nella parte inferiore del frigo è sempre presente la verduriera che coperta con il ripiano in vetro mantiene la giusta umidità per i cibi freschi. La controporta ospita i vani per il burro, il caratteristico balconcino forato per le uova e il portabottiglie. La controporta quasi sempre presenta rotture dovute al peso delle bottiglie, così come i balconcini. Una volta smontata la controporta utilizzare della vetroresina per tenere unite le parti rotte, ottenendo così anche una buona rigidità.

 

  • I Ripiani: I ripiani inizialmente erano costituite da griglie di acciaio stagnato o zincato in modo da risultare inattaccabili da acidi e grassi. Generalmente dopo molte operazioni di pulizia con detersivi, si ossidano ed arrugginiscono, quindi vanno zincate a nuovo e ricoperte da trasparente per renderle igieniche. Se le griglie sono mancanti si potrà rimediare acquistando presso i negozi di assistenza elettrodomestici delle griglie universali regolabili.

 

  • La coibentazione: E' un elemento determinante del rendimento economico di un frigorifero che permette di impedire quanto più possibile al calore esterno di penetrare all'interno del frigorifero. A tele scopo i frigoriferi d'epoca venivano costruiti in modo da avere due scatole metalliche una dentro l'altra. Le pareti interne sono tutte in lamiera porcellanata che garantisce un ottimo grado di igiene e facilità di pulizia. Nell'intercapedine viene messa una sostanza ad alto coefficiente isolante, come la lana di scorie, lana di vero o di roccia, materiali con proprietà pressoché inalterabili che resistono negli anni. Anche la cornice di collegamento tra le due scatole, essendo in materiale plastico quindi isolante, ostacola il passaggio del calore verso l'interno, cioè  impedisce l'effetto cosiddetto " ponte termico ".

 

 

 

  

   

Il circuito refrigerante

  • Il circuito di refrigerazione: è del tipo cosiddetto " a unità sigillata ", è un circuito ermetico composto da: Compressore, Condensatore, Evaporatore, Tubo Capillare e Tubo di Aspirazione. Il costruttore dopo aver collegato le varie parti del circuito, con l'aiuto della centralina di ricarica, dapprima aspira l'aria contenuta all'interno del circuito ( in modo che non si crei umidità al momento della compressione del gas ), poi inietta al suo interno una quantità giusta di gas ( Ammoniaca o R12 ecc..) sigillando poi il tubo di ricarica. Azionando ora il compressore, spingerà il gas comprimendolo nel condensatore, il quale liberando calore si trasformerà in liquido ( per le proprietà dei gas inerti ). A questo punto il liquido verrà spinto attraverso il tubo capillare che lo porterà fino all'evaporatore (Freezer). Quando il liquido raggiungerà la camera di evaporazione, espandendosi provocherà l'effetto freddo su tutto il freezer.  Esaurito l'effetto il gas ritornerà al compressore attraverso il tubo di aspirazione e inizierà un nuovo processo. Teoricamente si potrà affermare che questo processo sia infinito in quanto il gas non modificherà mai il proprio stato, se non intervenissero fattori di defezione elettrica ( rottura del compressore) o perforazione del circuito (saldature difettose o perforazioni esterne ). Quindi ci limiteremo ad dire che solamente quando ci si trova alle prese con un frigo di cui è stata rilevata una perdita di gas, dovuta a foratura del circuito o malfunzionamento del compressore dovremmo, dopo aver provveduto alla riparazione, effettuare la ricarica. Per poter effettuare una ricarica di gas in un circuito refrigerante  è consigliabile rivolgersi a dei tecnici specializzati in quanto sono necessari dei strumenti particolari, come la centralina di ricarica, la disponibilità del tipo di gas, filtri molecolari e la stazione saldante  per la chiusura del circuito. Nel caso ci si trovi in presenza di forature della cella di evaporazione in alluminio, dovuta spesso dall'azione di distacco del gelo effettuata dall'utente con utensili non appropriati come coltelli appuntiti o punteruoli, si potrà utilizzare dei particolari componenti  saldanti per alluminio e quindi effettuare la ricarica.

 

  • La parte elettrica di un frigorifero  è limitata dal compressore dal termostato di regolazione della temperatura e dalla lampada del vano cibi. Dai primi anni quaranta il sistema di pompaggio del gas refrigerante avveniva utilizzando un motore elettrico che tramite cinghie faceva muovere una pompa a pistone e l'ausilio di valvole dava la giusta spinta per mandare in pressione il gas refrigerante. Questo tipo di sistema ancora oggi usato, ma solamente per grandi impianti, utilizzava gas tipo " Solfato di Sodio (SO2) " o " Ammoniaca ", molto efficiente come rendimento ma pericoloso da utilizzare in quanto infiammabile e inquinante. Successivamente prima la Tecumseh (USA), poi la Bosch misero in produzione dei compressori compatti rotanti, che occupavano minor spazio, più silenziosi e che utilizzava dei gas inerti come R12, R22, non pericolosi all'uso ma poi ritenuti responsabili del " buco nell'ozono ".

 

  • Il Termostato meccanico per la regolazione della temperatura permette al compressore di interrompere la spinta del gas una volta raggiunta la temperatura di  -15/-20 gradi nella cella freezer e 0/+5 gradi della parte frigo. Questo sistema porta inevitabilmente alla creazione di spessore di brina nella cella freezer ogni volta che all'apertura della porta entra aria calda e pregiudicando dopo alcuni giorni la funzionalità del  frigo. Questa problematica è stata presto risolta aggiungendo un temporizzatore di sbrinamento automatico, che permette lo scongelamento della cella freezer o un pulsante di sbrinamento manuale. Lo scioglimento della brina in acqua è raccolta dall'apposita vaschetta Raccogli gocce posta sotto la cella freezer. Durante il normale funzionamento il cassetto raccogli gocce  è utilizzato anche per contenere cibi , essendo posto sotto la cella freezer ad una temperatura di 0/-5 gradi, conserva i cibi anche per 7/10 giorni.

 

  • Il Timer di sbrinamento automatico: è un dispositivo meccanico composto da un orologio elettrico a motorino sincrono che fa compiere alla manopola un giro ogni 24 ore, come riportato sul quadrante esterno. Una volta al giorno e precisamente a partire dalle ore 01:30, arresta il funzionamento del frigorifero per un periodo di tempo regolabile  da 0 a 5 ore, determinato dalla posizione della levetta che si trova nella parte interna della manopola, contrassegnata con 0,A,B,C,D.  [ Pos=0 (arresto nullo) , Pos=A (arresto per 2 ore), Pos=B (arresto per 3 ore), Pos=C (arresto per 4 ore), Pos=D (arresto per 5 ore)]. Quindi è consigliabile tenere sempre aggiornata l'ora nel quadrante e tenere la levetta tempo di sbrinamento in B. Se utilizzato correttamente questo strumento ci permette di tenere sempre efficiente il nostro frigo, senza doversi ricordare di sbrinare. Qualora dovessimo mettere in freezer dei gelati o cibi che devono essere conservati a bassissime temperature posizionare la levetta in Pos=0 per il tempo necessario.
  • I Frigoriferi in Classe A: Alla fine del XX secolo sotto la spinta della comunità mondiale sulle cause di consumi, di inquinamento atmosferico del buco nell'ozono, anche i gas refrigeranti utilizzati fino ad ora nei frigoriferi e congelatori sono stati banditi, creando nuove soluzioni, indicando nuove miscele di gas innocui  classificandoli con la " Classe A. "
  • Osservazioni Tecniche: Personalmente posso dire che se è pur vero che diminuire i fattori inquinanti con la costruzione di elettrodomestici ecologici è segno di civiltà e rispetto della natura, ma   posso costatare che purtroppo queste nuove tecniche non risultano efficaci e affidabili come quelle di 50 anni fa. Provate ad utilizzare un frigorifero d'epoca restaurato, magari in mansarda o in cantina e vi accorgerete che le prestazioni di rumorosità, efficienza,  prestazioni e durata superano quelle dei nuovi frigoriferi di oggi,

 Fabio Gambioli  

 

 

 

Circuito refrigerante ermetico  

Compressore Bosch a gas SO2 

 

 Compressore rotativo Tecumseh R12(USA)

Schema Elettrico del compressore

Termostato con Timer di sbrinamento

Termostato con pulsante di sbrinamento

Termostato con Timer incorporato.

Se possedete un frigorifero d'epoca e volete restaurarlo, inviateci delle foto con una breve descrizione, saremmo lieti di fare un preventivo gratuito. Organizziamo anche il ritiro e la riconsegna a domicilio.                                  

Domande, risposte e .... curiosità.

 

  • Domanda:... come funziona un frigorifero ????

R.: Per molti sembrerà una domanda ovvia, ma spesso ci sentiamo rispondere in modo alquanto stravagante. Cercherò di spiegare il tutto in modo semplice e chiaro. Innanzitutto dobbiamo partire da questo principio fondamentale: "quando due corpi di diversa temperatura sono a contatto, si ha inevitabilmente un passaggio di calore da quello più caldo a quello meno caldo". Se per esempio prendiamo in mano un pezzo di ghiaccio avvertiamo subito la sensazione di freddo dovuta dal fatto che il ghiaccio assorbe calore dalla mano raffreddandola ( passaggio di calore ), e non viceversa. Quindi se mettiamo del cibo in una scatola chiusa dove è presente un corpo molto freddo ( freezer o evaporatore ) che assorbe calore, queste sostanze di conseguenza si raffreddano. Per cui il frigorifero assorbe il calore dei cibi contenuti al suo interno, tramite il freezer (corpo molto freddo), trasportandolo all'esterno viene espulso dal radiatore. Perciò è molto importante che le chiusura della  porta e l'isolamento termico sia il più efficace possibile, in modo che l'interno del frigo rimanga isolato dall'esterno.

  • Domanda:Come si calcola la capacità di un frigorifero ?

R.: La capacità effettiva espressa in Litri va calcolata nel seguente modo:

Cubatura del vano interno in cm.(3) = altezza interna utile  X larghezza interna utile X profondità utile

+

Cubatura del vano porta in cm.(3)  = altezza interna utile X larghezza interna utile X profondità interna utile

Dividendo poi X 1.000 ( 1 Lt. = 1.000 cm.(3) )

  • Domanda: Perché i frigoriferi di una volta duravano molto più di quelli di oggi ?

R.: I frigoriferi di una volta erano progettati per poter durare molti anni in quanto, allora, era considerato oggetto di lusso. I materiali per la costruzione della scocca metallica erano di sezione adeguata al sostegno dell'intera struttura, con trattamenti antiruggine e vernici semplici ma efficaci. L'isolamento Termico di maggiore spessore con lana di roccia, la chiusura a scatto e un compressore maggiorato che da  un ottimo rendimento e sicura  funzionalità. Anche i gas inerti utilizzati nei circuiti refrigeranti, SO2, Ammoniaca, R12, sono maggiormente efficaci, ma sono inquinanti e nocivi per la salute.

  • Domanda: Che cosa è la " chiusura a scatto " e come funziona ?

R.: La "chiusura a scatto " o " chiusura a scocca " della porta di un frigorifero è un sistema di sicura chiusura in quanto l'operazione di apertura può avvenire solamente agendo sull'apposita maniglia a leva. Questo tipo di chiusura è composta da due parti essenziali, una parte fissa, generalmente ancorata nella parte portante del mobile, che funge da gancio e una parte mobile fissata sullo sportello. Quando viene chiuso lo sportello il gancio va ad azionare il sistema di chiusura, bloccando così la porta, emettendo quel particolare suono sordo come quando si scoccano le dita. Questo tipo di chiusura è stata bandita per motivi sicurezza negli anni '70, in quanto non essendo possibile l'apertura dall'interno si poteva verificare che per gioco qualche bambino potesse rimanere chiuso bloccato all'interno.

  • Domanda: A che cosa serve la chiusura a chiave sullo sportello di un frigorifero d'epoca ?

R.: Negli anni 50/60 il frigorifero serviva essenzialmente per poter contenere e mantenere per più giorni carni, latte e formaggi, per coloro che se lo potevano permettere. Per cui essendo considerati alimenti di relativo valore, venivano tenuti sotto chiave dal proprietario.

  • Domanda: Si può mettere a norma di classe A un frigorifero d'epoca lasciano intatte tutte le caratteristiche elettromeccaniche?

R.: Purtroppo non è possibile effettuare questa operazione in quanto per poter rispettare le normative dei consumi di classe A e rispetto dell'ambiente dai gas inerti ecologici, dovremmo effettuare la sostituzione di un nuovo compressore ed evaporatore che farà perdere al frigorifero le caratteristiche dell'originalità.

  • Domanda: A parità di capacità quale è la differenza dei consumi e del rendimento tra un frigo d'epoca e un nuovo frigorifero in classe A.

R.: Se prendiamo in considerazione un frigorifero da 190 litri in classe A e un frigorifero d'epoca con la stessa capacità e rileviamo i relativi consumi ci accorgeremo, a primo impatto, che effettivamente il risparmio energetico è rilevante, circa un buon 50%, ma, praticamente c'è da tener conto di alcuni non trascurabili effetti  temporali spesso non considerati. In questo grafico che segue si può comprendere meglio quanto sopra citato che ci ridimensionerà  l'effetto.

Frigorifero d'epoca anni '50: Come possiamo notare la linea dei consumi del frigorifero d'epoca rimane pressoché costante nei suoi oltre cinquanta anni di vita in quanto i materiali di cui e' costruito non modificano le sue caratteristiche. La minima variazione registrata a ribasso dei primi trenta anni di vita del frigo è determinato dalla stabilizzazione della corrente di alimentazione determinando un maggiore rendimento del compressore. Il costo di un frigorifero negli anni 50/60 si aggirava sulle 50.000 lire, pari circa  allo stipendio mensile di un operaio. Il frigo consuma in media 525 Kw/annui

Frigorifero anni '80 in classe C-B: Nel  periodo del grande consumismo, le aziende costruttrici, modificarono di molto il modo di costruire elettrodomestici, per poter combattere l'agguerrita concorrenza in arrivo dall'estero. Venne sostituita la scocca esterna, prima in lamiera metallica, con dei pannelli plastificati o multistrati, l'isolamento termico venne sostituito con iniezione di poliuretano espanso molto più economico della lana di roccia, venivano montati compressori sempre più piccoli ed economici,  venne anche cambiato il sistema di chiusura della porta con l'utilizzo della guarnizione magnetica. Queste modifiche hanno fatto si che il costo del frigorifero diminuisse sensibilmente e con esso di conseguenza anche le prestazioni e la durata nel tempo. Con il passare degli anni il frigo, a causa della fragile struttura inizia a perdere l'isolamento termico, dovuto dall'inefficace chiusura della porta, dalle sottili pareti e dai ripetuti malfunzionamenti del termostato, il compressore e' sempre più sollecitato a surriscaldamento, specialmente nei frigoriferi ad incasso,  e conseguente minor resa. Di conseguenza avremo un inevitabile aumento dei consumi e del rendimento, senza calcolare che il surriscaldamento eccessivo del compressore porta alla riduzione della vita del frigorifero stimata all'incirca di 20/25 anni. Negli anni '90 un frigorifero costava circa 400.000 £ire e lo stipendio medio era superiore al 1.000.000 £ire. Il frigo consuma in media 500 Kw/annui.  Il risparmio energetico risulterà pressoché nullo (circa € -7,50).

Frigoriferi in classe A: Con l'avvento dei frigoriferi di terza generazione, in classe A si e' dovuto modificare sia il consumo dei compressori ( sempre minore) che l'utilizzo dei gas refrigeranti, per poter rientrare nei parametri di efficienza e rispetto dell'ambiente. Nei primi anni di vita di un frigorifero in classe A, il risparmio energetico e' notevole. Ma con il passare degli anni il rendimento diminuisce a causa delle alte temperature del compressore, l'isolamento termico perde la sua efficacia dovuta al sottile spessore e dalla presenza delle tubazioni refrigeranti al suo interno, all'usura delle guarnizioni dello sportello e all'insufficiente areazione del dissipatore di alta pressione, specialmente nei frigoriferi ad incasso. L'utilizzo di termostati elettronici che impazziscono, il sistema di ventilazione nei frigo no-frost bloccati da formazioni di ghiaccio, insufficienza di areazione, dopo circa i primi 5 anni di vita il frigorifero incomincia a perdere le sue caratteristiche iniziali, diminuirà il rendimento aumentando i consumi. La vita media di questi frigoriferi e' stimata all'incirca in 10 anni, il costo si aggira sulle 300,00 €. Il frigo consuma in media 300 Kw/annui ( risparmio € -60,00)

Morale della favola........ in 35 anni avremmo, acquistato tre frigoriferi più eventuali e molteplici riparazioni, contribuito all'inquinamento dovuto allo smaltimento dei vecchi frigoriferi, insoddisfatti del rendimento precario specialmente alle alte temperature estive e aver speso di più. Non ci resta che tirar fuori dalla cantina il vecchio frigorifero della nonna e rimetterlo in funzione con un buon restauro ........ dopo di che farà anche la sua bella figura estetica.

  • Domanda: Perché nei vecchi frigoriferi si forma molto gelo nel freezer ??

R.:Un frigorifero d'epoca per poter funzionare bene, la temperatura della cella freezer deve raggiungere i -12/-15 gradi, di conseguenza l'aria contenuta al suo interno si cristallizza attaccandosi sulle pareti, creando così uno spessore di brina. Ogni volta che apriamo lo sportello, altra aria entra nel frigo producendo altra brina. Quando lo spessore del gelo ha raggiunto qualche centimetro, il frigo va sbrinato, in quanto la brina ostruisce a suo tempo la dissipazione dell'evaporatore. Lo sbrinamento si potrà effettuare posizionando il termostato nella posizione OFF ( sbrinamento manuale ), in alcuni modelli era previsto un pulsante di sbrinamento semiautomatico. In alcuni modelli FIAT degli anni 50/60 veniva istallato un Timer a tempo, che, automaticamente, sbrinava ciclicamente il frigo. L'acqua dello sbrinamento veniva raccolta nella vaschetta "Raccogli gocce" posta sotto il freezer. E' sconsigliabile  sbrinare il freezer con l'aiuto di oggetti metallici appuntiti per evitare di perforare l'evaporatore, rendendo così inutilizzabile il frigorifero, ma utilizzare una semplice bacinella di acqua calda posizionata all'interno del freezer.

  • Domanda: Come funzionavano i frigoriferi con gas SO2 (solfato di sodio)

Premesso che il gas refrigerante contenuto all'interno del circuito di un frigorifero rimane inalterato per tutta la durata del frigorifero stesso e non si esaurisce affinché non avviene la perforazione o l'apertura del circuito. Alcuni frigoriferi degli anni 50 come Bosch, utilizzava gas SO2 (solfato di sodio), come gas refrigerante, pompato da un compressore a pistone azionato da un motore tramite puleggia in quanto questo tipo di gas doveva essere sottoposto ad una maggiore pressione nel circuito primario. Ancora oggi e' possibile trovare il gas SO2 ( comunemente chiamato anche Bisolfito) presso i rivenditori enologici, ma l'operazione di ricarica è alquanto pericolosa, dovuta alla alta tossicità del gas  e va effettuata in ambienti sicuri, areati e da personale specializzato.

  •  Domanda: Come è possibile ricaricare un frigorifero a R12 visto che non è più reperibile ?

Effettivamente il gas Freon 12 non è ormai più reperibile commercialmente in quanto dichiarato " inquinante e responsabile del buco dell'ozono ". Si potrà però ancora utilizzare il tipo  R409A ( in alternativa R413) senza dover sostituire il  compressore o l'evaporatore.

  • Domanda : Come funzionavano i frigoriferi prima dell'avvento dei compressori elettrici ?

Già negli anni 30/40 venivano messi in commercio frigoriferi con circuito di refrigerazione cosiddetto a " ciclo ad assorbimento ", in quanto non essendo disponibile ancora l'uso massiccio della corrente elettrica, non si potevano utilizzare motori o compressori elettrici. Il principio consisteva nell'utilizzo di gas come Ammoniaca o Solfato di Sodio, il quale venendo  riscaldato da un bruciatore a gas o kerosene, dava luogo alla pressione necessaria all'interno del circuito facendo aprire il limitatore, generando così l'espansione del liquido nell'evaporatore creando l'effetto freddo. Il frigo non era munito di termostato e quindi funzionava in modo continuo. Successivamente il bruciatore venne sostituito da una resistenza elettrica e relativo termostato, eliminando così l'utilizzo ingombrante della bombola o del serbatoio di kerosene. Lunghi periodi di inattività del frigorifero però, dovuti specialmente dalla mancanza di gas o kerosene, davano luogo al blocco del circuito refrigerante. A questo punto era necessario l'intervento di un tecnico che posizionando il frigo sotto-sopra per qualche giorno riusciva a far ripartire il sistema bloccato. Questo era allora l'unico tipo di intervento che il venditore o il tecnico era chiamato a fare e che custodiva gelosamente nei propri saperi.

  • Domanda: Comprare un frigo d'epoca restaurato e perfettamente funzionante oppure ripiegare su un classico magari Vintage ???. Essendo il frigorifero un elettrodomestico in funzione 24h su 24h, temo che un oggetto che abbia già 50 anni di vita, sia fragile e quindi non per uso quotidiano. Cosa ne pensa in merito? [Andrea (NA) ]

R.: Premesso che un frigorifero che funziona non sta mai acceso 24 su 24 ore, ma circa 10 su 24 in quanto raggiunta la temperatura il frigo si spegne. I frigoriferi degli anni 50/60 erano costruiti con materiali buoni e robusti che dovevano durare a lungo, perché questa era la filosofia del tempo. Anche l'elevato costo a quei tempi, lo giustificava. I materiali usati erano sempre sovraddimensionati, lavorando così a basse temperature in regime otterremmo un più lungo periodo di funzionamento. Un oggetto che ha funzionato per più di 50 anni senz'altro ne farà ancora molti. Un punto a sfavore con i nuovi frigoriferi in Classe (A) sono i consumi, ma se si fa due conti le potrei dire che la differenza annua non supera le 20,00€ di corrente. La linea retrò e il rendimento però non ha pari.

  • Domanda : Alcuni frigoriferi, come quelli di una volta , hanno il freezer con lo sportellino appena appoggiato, altri invece hanno una chiusura quasi ermetica. Quale sarà la differenza di funzionamento ????.

R.: Lo sportellino freezer appoggiato, come quello nei frigoriferi di una volta,  serve solamente per mantenere al suo interno una temperatura approssimativa di circa -12°/-18° e contemporaneamente raffreddare per caduta l'interno del frigo ad una temperatura di +2°/+6°. Per questo motivo che lo sportellino e la vaschetta raccogli gocce non devono chiudere ermeticamente. Riguardo ai frigoriferi che hanno il vano freezer chiuso ermeticamente , avemmo al suo interno una temperatura minore di -20° , per cui potremmo utilizzarlo come freezer da "3/4 stelle" a più lunga conservazione. La temperatura all'interno del frigo di circa +5°/+8°, è mantenuta da una ulteriore piastra di raffreddamento, generalmente posta sullo schienale, con sbrinamento automatico. In conclusione avremmo comunque un frigo funzionale in ambedue i casi, ma nel frigo con freezer chiuso ermeticamente avremmo a disposizione una temperatura più bassa ( per poter mantenere meglio e più a lungo i cibi ), avremmo una minor formazione di gelo nella cella ( quindi meno cicli di sbrinamento ) e il vano frigo senza formazione di gelo in quanto si sbrina da solo. Per questo motivo che nei frigoriferi di una volta il rendimento del frigo era più efficace.

Fabio Gambioli  

 

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